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Gruppi specializzati in logistica
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Luigi
Inviato il: Martedì, 20-Ott-2009, 12:28
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Ciao a tutti
faccio parte di un gruppo specializzato nella logistica/organizzazione dei campi per soccorritori/civili colpiti da calamità.
Ci sono altre organizzazioni analoghe, oltre alle altre due che conosco o siamo proprio soli?
fatevi avanti volontari!!!
Luigi
 
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Prociv
Inviato il: Lunedì, 09-Nov-2009, 18:15
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come siete organizzati per quanto riguarda la logistica in particolare?

Inseguirò il mio sogno finchè non l'avrò raggiunto....e se per fare ciò dovessi morire, lo farei col sorriso sulle labbra...
 
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Luigi
  Inviato il: Domenica, 15-Nov-2009, 22:59
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Allora, non è una domanda poi cosi' semplice...diciamo che, nell'immaginario popolare e per come ci descrivono i media, il volontario di ProCiv non dorme, non mangia, non beve, non si fa la doccia, non ha neccessità fisiologiche, non ha bisogno di rifornire o manutenere i mezzi perchè si teletrasporta all'istante ovunque ci sia bisogno di aiuto (questo spiega, anche, le omnipresenti polemiche sui ritardi nei soccorsi). Nella realtà dei fatti, se avete provato attività anche di un solo giorno, potete ben capire che le cose non stanno cosi'. La logistica nasce e serve per ovviare, o almeno tentare di risolvere, queste necessità "umane" dei volontari durante le loro attività operative o addestrative che siano. Conseguentemente l'organizzazione di un gruppo logistico deve nascere, formarsi e calibrarsi su quelle che sono le necessità di vita dei volontari che a questa si dovranno appoggiare. In via teorica ogni colonna mobile dovrebbe avere un gruppo specializzato in questo settore...nella realtà reale non è cosi'. E' vero che una volta attivata la struttura generale di ProCiv mengono installati bagni, mense e quant'altro nei campi, ma è anche vero che fino a quel momento e possono trascorrere diversi giorni, le uniche strutture a supporto impiegabili in prima battuta sono le ass. come quella di cui faccio parte. I volontari che pensano di poter operare, anche per anche una sola settimana, ad H24 mangiando solo panini preparati prima della partenza nemmeno li considero tali e sono piu' di quanti si pensi purtroppo. Fatta questa premessa, torniamo alla domanda e piu' vorrei rispondere piu' mi accorgo che ci sono cose che vorrei dire. Allora nascere e calibrarsi vuol dire formare e sviluppare le proprie strutture sulla base di quante ass. e quanti vol. dovranno essere supportati e per quanto tempo. Sulla base di questa considerazione bisogna stabilire se il supporto dovrà essere indirizzato, per esempio, sulla gestione della cucina da campo, o dell'organizzazione amministrativa del campo, o sui servizi generali del campo o su un complesso di tutte queste necessità. Ragionando sulle proprie possibilità e sulle necessità delle ass. da supportare, si decide che tipo di "servizio" fornire. E' ovvio che parlo per quella che è la mia esperienza personale e per quanto ho potuto vedere nei miei anni di volontariato,sono in proCiv dal 1991 ed ho sempre fatto parte dello stesso gruppo logistico. Queste necessità si sono stabilizzate, per quanti riguarda noi, sull'impiego di una cucina da campo da 200/250 pasti l'ora. Le caratteristiche della cucina sono venute a galla con le esercitazioni e le attività svolte. Si è potuto capire che una buona organizzazione non deve prevedere piu' di 2 turni per pranzo o cena e che devono riolversi in un paio di orette al massimo. es.: il primo turno inizia alle 12:30, il secondo inizierà intorno alle 13:15/13:30 ed il tutto terminerà alle 14:30 piu' o meno. Il rispetto degli orari deve essere quasi maniacale, perchè in altro caso non ci sarebbe il tempo materiale per lavare tutta l'attrezzatura ed iniziare a preparare la cena per le 19:00 piu' o meno. La composizione dei pasti DEVE sempre essere di primo e secondo caldi + contorno, l'unica deroga è TOLLERATA per la sera dell'arrivo se si è arrivarti tardi; ma solo ed unicamente per quella sera. Ai pasti forniti vanno aggiunti, cosa importantissima, i pasti "speciali". Aspetto, questo, mai considerato da nessuno, sono i pasti per le persone con allergie o intolleranze alimentari. Sulla base delle informazioni fornite dalla segreteria del campo, vengono preparati i pasti con menu' differenziati secondo necesssità e questo porta via molto tempo ed occupa molti fornelli. Uguale importanza risiede nella prima colazione. Per tutti devono essere pronti e disponibili latte, caffè, the, cioccolata e succhi di frutta con biscotti, pane e brioche. Solitamente le colazioni sono pronte per le 7:00 ed il personale di cucina ha la sveglia alle 05:30. La chiusura dei giochi avviene, se non sono previste attività notturne, intorno alle 22:00/23:00. Se dovessero svolgersi attività di notte, il personale presidierà la struttura ad H24 (per fortuna in forza ridotta) o lascerà termos pieni ed alimenti in pronto uso se a girare saranno solo le squadre della sicurezza. A tutto questo va aggiunta l'attività manutentiva che la struttura richiede. Tipo la sostituzione delle bombole di gas per cottura e scaldabagno, verifica del corretto funzionamento dello scarico delle acque reflue, verifica della corretta fornitura di alimentazione elettrica o tramite il nostro gruppo elettrogeno o dai gruppi forniti da altri, preparazione degli alimenti da cuocere, magazzinaggio e reperimento alimenti esauriti o in esaurimento, verifica tipologia di alimenti da usare cosi' da variare il menu' ed usare la giusta scaletta delle date di scadenza, pulizia costante e continua dei locali, del magazzino ed infine il continuo lavaggio delle pentole e stoviglie che non sono mai abbastanza.
Credo, in due parole, di aver spiegato in maniera chiara che cosa significa logistica della cucina da campo. Io spero di aver suscitato una qualche curiosità in chiunque legga e non finisce qui...ci sono la rete elettrica, la gestione della segreteria, la gestione dell'elisup. (purtroppo rarissima) e la ricognizione.

Messaggio modificato da Luigi il Domenica, 15-Nov-2009, 23:01
 
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Luigi
Inviato il: Giovedì, 19-Nov-2009, 23:34
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Sono sorpreso. Avrei pensato di provocare una qualche reazione, invece...è possibile che a nessuno interessi che cosa c'è dietro i volontari che si vedono in televisione?
 
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  Inviato il: Venerdì, 20-Nov-2009, 00:20
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E' vero, verissimo. L'immaginario collettivo guarda solo le nostre manifestazioni ma non pensa, o almeno è quello che fa capire, a tutto quello che c'è dietro ad ogni singolo volontario. Non voglio immaginere che cosa ci sia dietro a cucine da campo come le temdopoli allestite per ilsima in abruzzo, ma mi limito a piccole cucine da campo. Io penso che bisogna essere una scuadra in primo luogo numerosa, che sappia fare il suo lavoro lla perfezione e veramente specializzata nella logistica e nelle cucine. Le cucine in particolar modo possono sembrareuna cosa da niente, io in primo luogo le go sottovalutate fino ad oggi, cosi come tutta la logistica, ma in realtà adesso mi sto accorgendo che non è così. Quanti siete nell vostra squadra? Possedete una cucina da campo? che cosa occorre per "mantenere"in funzione una cucina da campo?

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Luigi
Inviato il: Martedì, 24-Nov-2009, 08:10
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Ti ringrazio per la pacca sulla spalla. A quanto pare sei l'unico ad aver capito che il nostro primo ostacolo, come gruppo logistico, è il poco interesse che circonda chi lavora dietro i volontari. Per contro, questi atteggiamenti esterni ti aiutano a fare gruppo ed a cercare essere autonomi in tutto; dai rifornimenti alla gestione del campo e piano piano ci stiamo arrivando. Se è vera la notizia che uno sponsor ci consentirà l'acquisto di un secondo VM90, a quel punto ci mancheranno solo i bagni ed un campo lo potremo veramente fornire e gestire "chiavi in mano". biggrin.gif

Messaggio modificato da Luigi il Martedì, 24-Nov-2009, 08:13
 
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Prociv
Inviato il: Venerdì, 27-Nov-2009, 16:52
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per iniziare a "costruire" una squadra logistica, che cosa occorre come minimomaterialmente ed economicamente?

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Luigi
Inviato il: Sabato, 28-Nov-2009, 12:40
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Innanzi tutto occorre molta buona volontà, tieni presente che di solito arrivi prima degli altri e finisci di smontare dopo gli altri. Per iniziare a pensare in termini logistici bisogna, innanzi tutto, chiedersi e chiedere a chi si dovrà supportare quali sono le principali necessità di supporto necessarie alle vostre realtà. Nel nostro caso è stato chiaro, fin da subito, che i volontari dei gruppi contattati non erano in grado di autosupportarsi nella gestione del campo e dei rifornimenti alimentari.
Per cui il primo obiettivo è stato dotarsi di un embrione di cucina da campo, inizialmente sotto tenda, con le conseguenti prime difficoltà operative. Considera che una tenda non è una cucina con il suo bel pavimento, acqua corrente, luce etc. I problemi grossi vengono dalla gestione del gas (tubi, tubetti e tubettini devono essere protetti), dall'acqua potabile si in carico che in scarico (non sempre ti puoi allacciare alla rete idrica comunale e devi prevedere un sistema di smaltimento delle acque di scarto), della rete elettrica che deve essere a norme fino all'ultima spina. Per darti un'idea puoi simulare il supporto al tuo gruppo per un giorno di uscita. In pratica:
1) selezionare almeno due bruciatori per il riscaldamento dell'acqua
2) preparare un supporto adeguato per sostenere loro ed i pentoloni pieni d'acqua. Il supporto dovrà essere piuttosto basso, o ci vorrà una gru per sollevare le pentole
3) posare le tubazioni, corazzate, per il gas. Posizionare le bombole a distanza di sicurezza, predisporre un sistema per la sostituzione senza interruzione di flusso e predisporre un riparo per il sole.
4) preparare dei piani di lavoro per la lavorazione degli alimentari
5) predisporre almeno una vasca per il lavaggio delle pentole e stoviglie necessarie alla lavorazione
6) predisporre l'approvvigionamento d'acqua corrente e qui o ti allacci alla rete comunale o ti colleghi ad un serbatoio per liquidi alimentari. E' evidente che sarà da preparare una piccola autoclave, in caso di mancanza di pressione.
7) predisporre lo scarico delle acque reflue. Se non si dispone di un tombino sotto la struttura, si deve preparare un sistema a pompa per fornire la spinta necessaria fino allo scarico piu' vicino.
8) preparare un impianto elettrico normativamente adeguato
9) ricordarsi che il tutto va montato, smontato e trasportato. Quindi considerare l'uso di un mezzo adeguato alla necessitàe che dovrà rimanere a disposizione della cucina per i servizi generali.
Non entro nel merito della distribuzione, della dispensa e della tipologia della cucina (se sotto tenda o se rimorchiabile).
A questo punto prova ad organizzare il lavoro in modo che rispetti, anche parzialmente, gli obbiettivi che ho descritto nel post del 15 novembre. Se avrete voglia di fare la prova, potreste accorgervi che la logistica è fatica e soddisfazione insieme. Per i costi, ti dico solo che è come prendere in mano un salsatore rovente...puoi solo scottarti. Il vero problema è che, quando provi a fare il logistico, poi i rendi conto che è troppo bello ed incasinato e non vuoi piu' smettere...

Messaggio modificato da Luigi il Sabato, 28-Nov-2009, 12:43
 
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Luigi
Inviato il: Mercoledì, 03-Feb-2010, 23:15
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Tanto per parlare ancora un pochino di logistica, ho una domanda per davidepsgm:
per il mese di maggio, avete richiesto la nostra cucina da campo per il vostro anniversario?
Se è cosi', potrai vederci in attività culinario-operativa...
 
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